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Alimentazione  biologica sana e naturale

Un’alimentazione sana, semplice e ricca di nutrienti è da considerarsi come prevenzione e cura di tutte le malattie e come diceva Ippocrate di Kos “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”.

Questa aforisma racchiude tutto ciò che dovrebbe essere alla base di uno stile di vita sano ed equilibrato per vivere in salute ed invecchiare più lentamente. Molto spesso aspettiamo di essere ammalati prima di intervenire sull’alimentazione ed a volte è troppo tardi per cambiare la situazione. Le nostre cattive abitudini e le nostre tradizioni ci impediscono di fare quei cambiamenti necessari per passare ad una alimentazione sana e naturale che rispetta la stagionalità degli alimenti e la loro variabilità. L’alimentazione biologica in perfetta armonia con i cicli della natura consente di affrontare le condizioni climatiche delle stagioni con gli alimenti più adatti, infatti la frutta e la verdura di stagione hanno una quantità maggiore di nutrienti, vitamine, amminoacidi, sali minerali e oligoelementi facilmente utilizzabili dall’organismo con il minimo sforzo e grandi benefici. Nell’alimentazione biologica è importante la varietà, la stagionalità, la qualità e la quantità del cibo che mangiamo, fanno parte di una dieta biologica verdure, cereali, orzo, farro, miglio e se non si è vegani, le proteine animali della carne, delle uova e dei latticini e quelle vegetali provenienti da legumi, soia e derivati. Una corretta alimentazione corregge e riporta in equilibrio l’organismo e previene patologie o l’accentuarsi di predisposizioni costituzionali ereditate dal patrimonio genetico. E’ necessario tornare a mangiare cibo integrale cotto in modo che non perda le vitamine, i sali minerali, gli amminoacidi. Gli alimenti biologici hanno tutte queste caratteristiche sono infatti più ricchi di alcuni nutrienti quali minerali, vitamine, zuccheri, polifenoli e aminoacidi essenziali necessari per la nostra salute. Nell’alimentazione biologica c’è anche la carne gli animali provenienti da allevamento biologico non sono sottoposti a crescita forzata tramite steroidi od ormoni della crescita, ma crescono in modo spontaneo in piccoli gruppi trascorrendo molto tempo all’aperto e non vengono sottoposti a trattamenti farmacologici inutili e si ammalano vengono curati con rimedi naturali.

Differenze tra alimentazione biologica e convenzionale

Uno studio pubblicato nel 2014 sul British Journal of Nutrition, da team internazionale di ricercatori, guidato dalla Newcastle University, ha riesaminato 343 articoli scientifici pubblicati sull’argomento, applicando dei metodi statistici per comparare i diversi risultati. I ricercatori hanno evidenziato che la qualità dei cibi provenienti da agricoltura biologica è mediamente più alta rispetto a quella dei cibi coltivati in modo tradizionale. I prodotti biologici contengono il 17% in più di antiossidanti che portano a un minore rischio di tumori e altre malattie, e per alcune classi questa cifra è ancora superiore. La frutta, la verdura e i cereali biologici contengono meno pesticidi. I flavanoni che hanno riconosciute proprietà antitumorali e sono presenti negli agrumi, hanno mostrato un livello del 69% in più dei prodotti convenzionali, mentre le antocianine, presenti anche nel vino rosso, del 51%. Quindi sono particolarmente ricchi di antiossidanti gli agrumi e i vini rispetto agli identici prodotti convenzionali. Gli alimenti biologici risultano migliori anche sulla presenza di sostanze tossiche residue, l’analisi ha rilevato che i residui di pesticidi sono un quarto rispetto a frutta e verdura coltivata tradizionalmente. Il cadmio è più basso del 48%, ricordiamo che è un metallo pesante tossico del quale l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato un limite massimo nei cibi. Anche i composti dell’azoto, nitriti e nitrati, scendono dell’87%.

Gli esperti spiegano il motivo per cui nei prodotti biologici si presentano quantità maggiori di nutrienti.

Le piante coltivate in modo convenzionale assumono l’azoto fornito dai fertilizzanti chimici immessi nel terreno, maggiore è il livello di azoto somministrato, maggiore è il rischio di diluizione degli antiossidanti nei vegetali, si può quindi affermare che è possibile determinare il profilo nutrizionale del cibo che verrà raccolto in base a come gli agricoltori coltivano. In estrema sintesi i cibi biologici hanno più antiossidanti, zero pesticidi e molto meno cadmio rispetto a quelli coltivati con i metodi convenzionali.

Charles Benbrook uno degli autori dello studio e professore di ricerca presso la Washington State University ha affermato che gli alimenti biologici producono antiossidanti in risposta allo stress provocato dai parassiti. L’agricoltura biologica, non facendo uso di sostanze chimiche, lascerebbe quindi libere le piante di sintetizzare gli antiossidanti per proteggersi.

L’autore principale della ricerca, Carlo Leifert ha spiegato che lo studio è solo un punto di partenza, perché ha dimostrato che c’è una variazione nella composizione degli alimenti a seconda del metodo di coltivazione e che ora è necessario studiare l’effetto che può avere passare a una dieta biologica. Alcuni di questi antiossidanti sono stati legati da studi scientifici a un minore rischio di tumori e altre malattie.

Nell’alimentazione biologica inoltre non troviamo nessun prodotto che contenga ingredienti OGM, perché sono esclusi dal regolamento e i produttori che voglio aderire all’agricoltura biologica sono controllati e sottostanno alle normative del settore biologico.

 

Per capire i vantaggi sulla salute dell’alimentazione biologica, bisogna compararla con un’alimentazione convenzionale, in Svezia l’hanno fatto vedi articolo e filmato.

Vedi link: www.huffingtonpost.it

LUOGHI COMUNI SULL’ALIMENTAZIONE BIOLOGICA

 I prodotti biologici sono troppo cari

Il prezzo più elevato del prodotto biologico rispetto a un prodotto tradizionale dipende soprattutto dalle tecniche di produzione che comportano al produttore dei costi aggiuntivi con una resa finale inferiore a quella convenzionale. La produzione biologica obbliga infatti: analisi dei terreni, controlli delle sementi, tempi di produzione più lunghi, maggior manodopera nei campi, economie di scala ridotte sia nella trasformazione che nella distribuzione, senza dimenticare che sono gli unici prodotti rigidamente controllati e provvisti di certificazioni in tutte le fasi della loro produzione. Il maggior costo per un prodotto biologico è una forma di investimento sulla tutela dell’ambiente che altrimenti pagheremmo comunque per vie indirette.

I prodotti biologici sono brutti

Nell’agricoltura biologica non si possono usare insetticidi di sintesi per proteggersi da attacchi di insetti, si preferisce quindi utilizzare varietà antiche, più rustiche e più resistenti evitando l’utilizzo di cultivar selezionate per la bellezza estetica. Anche nell’agricoltura tradizionale esistono i prodotti “brutti” che però vengono lasciati all’industria alimentare, perché i supermercati acquistano solo partite di “prima scelta”.

Chi mi assicura che è veramente biologico?

La certificazione biologica si basa su rigorosi controlli a tutela e garanzia dei consumatori, chi produce e vende prodotti biologici deve esporre obbligatoriamente il logo biologico dell’UE, garanzia che l’azienda lavora soddisfacendo tutti i requisiti richiesti dalla normativa vigente. È lecito invece dubitare di chi non ha la certificazione biologica, i negozi che vendono prodotti sfusi e alla spina, la verdura ed il banco fresco sono obbligati alla certificazione biologica se vogliono esporre il logo biologico dell’UE.

Tanto l’inquinamento è presente comunque nell’aria

Acquistando prodotti biologici si possono ridurre alcune forme di inquinamento quali quello del terreno, quello delle acque, quello genetico (OGM), quello chimico dovuto ai fertilizzanti e ai pesticidi di sintesi, quello farmacologico dovuto agli ormoni ed agli antibiotici dati agli animali.